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opaco


Opaco
è un film ambientato tra Liguria e Piemonte, racconta del paesaggio e del rapporto tra uomo e natura. Il film parte da una premessa storica e sociale che ci ha interpellato: in Liguria, come altrove in Italia, esistono interi territori dimenticati, dalla storia e dall’uomo. Sono luoghi in rovina che fino a ieri erano portatori di identità e cultura e che oggi, di contro, sono spazi che rischiano di perdere la loro funzione sociale.

Protagonisti della storia sono un Prefetto di Napoleone di stanza in Liguria e un contadino del XX secolo, costretti a convivere forzatamente in un borgo prossimo all’abbandono. L’incomunicabilità tra i due uomini, dovuta al fatto di provenire da epoche diverse ma frutto soprattutto di un differente approccio culturale, apre le porte a una riflessione sul rapporto con la natura, sia attuale sia futuro.

Within the Ligurian hinterland, two men forcefully coexist in a village which is close to abandonment; one is a prefect of Napoleon based in Liguria, and the other a farmer from the twentieth century. The incommunicability between the two – due to the fact that they are both from different time periods, but above all, that they are the fruits of a different cultural approach – paves the way for a reflection on the way we live with nature and the rapport we have with it and would like to have with it in the future.

Futuro e rovine sembrano termini incongrui: eppure sta lì, nel gioco complesso tra il passato e l’avvenire, il senso più proprio di uno sguardo sull’Italia e sul mondo. Nel nostro paese le zone montane a ridosso delle riviere sono state oggetto di un vasto fenomeno di spopolamento corrispondente con lo sviluppo industriale del dopoguerra. L’esodo dalla montagna alle città ha generato un cambiamento sociale considerevole che ha spazzato via un’intera cultura, quella contadina. L’uomo che viveva in Italia prima degli anni Cinquanta era geneticamente, culturalmente e socialmente avvezzo alla natura e con essa aveva una consuetudine di vita. Una società abituata a vivere dentro il paesaggio naturale è stata sostituita con un’altra che ne vive ai margini, privata della sua storia e afflitta da un cortocircuito di memoria. Questa dimenticanza o invisibilità degli attori del passato è propria di una società come la nostra, tutta assorbita nel presente, tesa a bruciare i doni della natura, poco sensibile ai tempi lunghi della storia. Il film è una riflessione sul paesaggio inteso come storia, offrendo uno sguardo rispettoso verso un binario morto che, pur senza nostalgia, occorre riesumare.

Future’ and ‘ruins’ seem incongruous terms, but it is there, in the complex game between the past and the future, that the real sense of a glimpse into Italy, and the world, can be found. In our country, mountainous areas sheltering the coast were the subject of a widespread phenomena of depopulation corresponding with post-war industrial development. Migration from the mountains to the city generated considerable social change and wiped away a whole culture – that of the farmer. Those living in Italy before the Fifties were genetically, culturally and socially used to nature and familiar with it. A society used to living amongst nature was replaced by another which experiences it from the sidelines, deprived of its history and afflicted by a short circuit memory. This forgetfulness, or the invisibility of the events of the past, is specific to a society like ours, absorbed by the present, burning nature’s offerings, insensitive to long years of history. The film is a reflection on a landscape viewed as history, offering a respectful look at a dead end which, even without nostalgia, needs to be unearthed.

un progetto di Carla Grippa / Samuele Wurtz
con il supporto di FILSE POR FERS Liguria 2014/2020